L’intelligenza artificiale getta un’ombra molto più grande di qualsiasi altra innovazione potenzialmente dirompente all’inizio del XXI secolo. Per assicurarsi che il prossimo grande balzo dell’umanità sia un atterraggio sicuro e non vada a scapito dei principi democratici e dei diritti civili, i politici di tutto il mondo stanno facendo i primi passi avanti nella stesura di una legislazione che serva da garanzia contro i danni futuri.

Naturalmente, il compito di definire un quadro giuridico per lo sviluppo e l’implementazione degli strumenti di intelligenza artificiale è estremamente complesso, in quanto implica la previsione sia delle potenziali applicazioni che dei possibili abusi. Anche se non possiamo essere del tutto certi di quanto l’attuale ondata di strumenti di intelligenza artificiale sia solo un clamore artificiale, tutte le principali aziende del mondo stanno inseguendo la proverbiale gallina dalle uova d’oro.

Secondo Goldman Sachs, la somma investita a livello mondiale nella sola IA generativa sfiorerà i 200 miliardi di dollari entro il 2025. E questo nonostante non produca effetti reali e misurabili sulla produttività. L’adozione precoce è d’obbligo, e di conseguenza lo è anche una regolamentazione tempestiva.

Leggi sull’intelligenza artificiale: una politica cruciale in divenire

Nell’agosto del 2023 è entrato in vigore in Cina un provvedimento legislativo denominato Misure provvisorie per la gestione dei servizi di intelligenza artificiale generativa. Il documento delinea le restrizioni per le aziende che forniscono tali servizi ai consumatori. Tali restrizioni si applicano sia ai dati di addestramento utilizzati sia ai risultati prodotti.

Inoltre, l’anno scorso, l’Ufficio per le politiche scientifiche e tecnologiche della Casa Bianca ha pubblicato una Carta dei diritti dell’intelligenza artificiale (Blueprint for an AI Bill of Rights), in cui si riconosce la necessità di impedire che lo sviluppo tecnologico abbondi di pregiudizi razziali, di genere e di altro tipo, che violi sistematicamente la privacy e i diritti d’autore o che impedisca l’accesso dei cittadini alle risorse critiche.

La preoccupazione per la biometria

Entro la fine del 2023, il Consiglio europeo e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo su una legge europea sull’intelligenza artificiale. Simile ai quadri giuridici in via di sviluppo in altri Paesi e posizioni politiche, è favorevole alla creazione di salvaguardie e intende anche proteggere il diritto dei consumatori e del pubblico in generale di presentare reclami e ricevere spiegazioni significative dai fornitori di servizi senza la necessità di un’azione legale vera e propria.

Ma la legge europea sull’intelligenza artificiale fa un passo avanti e vieta anche i seguenti casi d’uso specifici:

Investire sull’intelligenza artificiale nella sicurezza

Secondo uno studio recente, le dimensioni del mercato dell’AI Security sono stimate a 25 miliardi di dollari nel 2024 e si prevede che raggiungeranno i 60 miliardi entro il 2029, crescendo a un tasso annuo composto del 19% durante tale periodo. Ma questo investimento dovrà necessariamente tenere conto dei nuovi quadri normativi che si stanno delineando in tutto il mondo.

I produttori devono prestare attenzione quando si tratta di offrire funzioni aggiuntive consentite dalla stessa tecnologia che utilizzano per migliorare l’efficienza dei loro sistemi di sicurezza. Almeno fino a quando il quadro normativo che si sta delineando non fornirà un quadro più chiaro di ciò che è o non è conforme alla legge per quanto riguarda l’uso dell’IA.

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