Negli ultimi anni, l’uso diffuso di dispositivi digitali ha portato anche ad un aumento dei problemi legati alla vista, evidenziando la crescente necessità di un’architettura più inclusiva e dell’accessibilità per le persone non vedenti o ipovedenti.

In un mondo sempre più digitalmente connesso, è essenziale considerare la progettazione degli edifici in modo inclusivo, garantendo che siano facilmente accessibili a tutti. La progettazione universale, infatti, non solo soddisfa le diverse esigenze individuali, ma contribuisce anche a creare ambienti urbani più inclusivi e accoglienti.

Progettare per l’accessibilità visiva

La progettazione di spazi accessibili per gli ipovedenti si basa su alcuni principi e materiali chiave. I segnali tattili, come le variazioni di consistenza dei pavimenti e dei marciapiedi e le variazioni di temperatura, possono servire, infatti, da indicatori per le persone non vedenti. Una facciata unica può aiutare a determinare la posizione di una casa senza dover contare e tenere traccia.

Inoltre, per le persone che non hanno accesso ai segnali visivi, il suono è fondamentale. Gli assistenti personali intelligenti sono già stati inseriti nelle case, assistendo i residenti in una serie di attività.

La grande architettura per i non vedenti e gli ipovedenti è come la grande architettura per tutti gli altri, solo che è migliore. Ha lo stesso aspetto e funziona, ma offre un’esperienza sensoriale migliore e più profonda.

Chris Downey, consulente di progettazione di strutture per non vedenti e ipovedenti

Orientare i luoghi verso i bisogni inclusivi

Fin dai tempi degli antichi romani, gli architetti hanno sostenuto la necessità di orientare una struttura in modo da garantire la luce ideale, un concetto che si riflette ancora nell’architettura contemporanea. Considerare come coinvolgere gli altri sensi è, quindi, un aspetto cruciale della progettazione di spazi per ipovedenti. Si tratta di recuperare tutte le sensazioni che sono state eclissate dal dominio della vista. Ad esempio, riconoscere che l’olfatto ha una componente spaziale o che il suono ha una vita propria.
Questa è una delle sfide più grandi per gli architetti che si occupano di progettazione universale.

Cliccate sui link seguenti per scoprire alcuni esempi di architettura visivamente inclusiva:

1. Centro per ciechi e ipovedenti (Città del Messico, MX)

Nel quartiere Iztapalapa di Città del Messico, gli architetti di Taller de Arquitectura-Mauricio Rocha hanno progettato il Centro per ciechi e ipovedenti, incorporando elementi unici come gallerie tattili e sonore e cortili privati con canali d’acqua di guida. La scelta dei materiali e degli elementi sensoriali contribuisce, infatti, a migliorare l’esperienza spaziale.

2. LightHouse per ciechi e ipovedenti (San Francisco, USA)

Un’organizzazione di servizi sociali ha commissionato a Mark Cavagnero Associates la progettazione di uno spazio per persone non vedenti a San Francisco. Il progetto ha tenuto conto dei materiali, dell’acustica e dell’illuminazione, garantendo un ambiente accogliente e sicuro per gli utenti.

3. Centro Anchor per bambini ciechi (Denver, USA)

Un edificio touch-friendly creato da Davis Partnership, questo centro educativo di Denver si basa sulla stimolazione sensoriale. Le aule ispirate al Braille, i colori vivaci e gli spazi privi di barriere favoriscono l’esplorazione e l’indipendenza dei bambini non vedenti.

4. Scuola per ciechi e ipovedenti del South Dakota (Aberdeen, USA)

Un campus concepito come «laboratorio di apprendimento» per studenti ipovedenti, questo progetto di Dekker Perich Sabatini comprende aule, dormitori, strutture ricreative e terapeutiche. La progettazione mira a ridurre il disordine e a incoraggiare l’orientamento sensoriale.

5. Parco dell’Amicizia (Montevideo, Uruguay)

Un parco inclusivo con elementi che migliorano le esperienze tattili, acustiche e aromatiche. Superfici orizzontali e verticali che favoriscono le esperienze tattili, una cascata per la stimolazione acustica e piante aromatiche contribuiscono a un’esperienza sensoriale globale.

6. Scuola Hazelwood (Glasgow, Scozia)

Progettata per bambini con disabilità visive e uditive, questa scuola di Alan Dunlop Architects massimizza la luce naturale, utilizzando elementi visivi, uditivi e tattili per facilitare il movimento dei bambini senza ostacoli.

7. Istituto nazionale per i ciechi (Budapest, Ungheria)

Concepito come centro per bambini con disabilità visive e disturbi mentali, A4 Studio ha creato una struttura collegata a un vecchio edificio tramite un ponte, con l’obiettivo di fornire luce naturale e un’architettura di facile utilizzo.

8. Centro Bukchon (Seoul, Corea del Sud)

Un centro esperienziale situato nel villaggio di Hanok; il Bukchon Centre chiamato “Dialogo nel buio” è uno spazio che permette alle persone di sperimentare gli spazi usando i loro sensi, ad eccezione della vista. Creando l’oscurità, ci sono elementi che rappresentano la natura e creano un’esperienza attraverso suoni e profumi. Le persone che camminano all’interno della struttura devono usare gli altri sensi e la memoria per muoversi.

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