A causa dell’urbanizzazione, dell’industrializzazione e della crescita demografica a livello globale, il nostro pianeta sta perdendo la sua biodiversità a un ritmo allarmante, più velocemente che in qualsiasi altro momento della storia umana. Dall’inizio del XX secolo, con il continuo sviluppo delle città, la popolazione media delle specie indigene nella maggior parte degli ecosistemi significativi è diminuita di almeno il 20%.

D’altra parte, la natura è resistente. Con le giuste condizioni e strategie di pianificazione urbana, può prosperare anche nelle più fitte giungle di cemento conosciute dall’umanità.

Promuovere e preservare la biodiversità urbana è essenziale per creare città sostenibili e resilienti, sostenere i servizi ecosistemici, migliorare il benessere umano e conservare le specie autoctone.

Le iniziative di rinaturalizzazione urbana  mirano a ripristinare e integrare gli elementi naturali negli ambienti urbani, creando città più sostenibili e biodiverse. Sebbene il concetto sia ancora relativamente nuovo, diverse città in tutto il mondo hanno attuato con successo progetti di rinaturalizzazione urbana.

Singapore

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Nonostante sia una delle città più densamente popolate del mondo, Singapore, pioniere della sostenibilità urbana, ha messo in atto iniziative innovative di rinaturalizzazione urbana. Singapore è soprannominata «città giardino», o «città in un giardino» per una buona ragione: ha trasformato aree industriali abbandonate in vivaci spazi verdi, come gli iconici Gardens by the Bay. Questi spazi non solo contribuiscono all’estetica urbana, ma forniscono anche habitat per la fauna selvatica e offrono opportunità educative a residenti e visitatori.

Considerata la sua piccola superficie, Singapore è sorprendentemente ricca di biodiversità. Secondo il Consiglio dei Parchi Nazionali di Singapore, la città-stato ospita oltre 40.000 tipi di organismi non microbici.

Londra, Regno Unito

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Londra ha intrapreso un ambizioso progetto di rinaturalizzazione nell’ambito della London Environment Strategy, con l’obiettivo di rendere green metà della città entro il 2050. La città ha lavorato per aumentare gli spazi verdi, come parchi, giardini e piante sui tetti, per migliorare la biodiversità e fornire habitat naturali a varie specie. Sono stati compiuti sforzi per reintrodurre piante autoctone, migliorare gli habitat fluviali e creare corridoi per la fauna selvatica in tutta la città.

La città ospita oltre 14.000 specie diverse di piante, animali e funghi nei suoi numerosi parchi e foreste, oltre a zone umide protette.

Berlino, Germania

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Berlino ha abbracciato la rinaturalizzazione urbana attraverso vari progetti, tra cui la conversione di ex aeroporti e scali ferroviari in spazi verdi. Ad esempio, Tempelhofer Feld, un ex aeroporto, è stato trasformato in un parco pubblico e in una riserva naturale. La città ha anche integrato tetti verdi, pareti verdi e giardini verticali nel suo tessuto urbano, promuovendo la biodiversità e migliorando la qualità dell’aria.

Oggi Berlino è caratterizzata da ampi spazi verdi, tra cui oltre 2.500 parchi, giardini e foreste, che svolgono un ruolo significativo nel sostenere la biodiversità.

San Francisco, Stati Uniti

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Anche San Francisco, che storicamente è stata un centro cruciale dei movimenti ambientalisti, ha attuato iniziative di rinaturalizzazione urbana per migliorare la resilienza ecologica e promuovere la biodiversità autoctona. Questo polo tecnologico e dell’energia pulita californiano si è concentrato sul ripristino degli habitat autoctoni per sostenere la flora e la fauna locali. La reintroduzione di specie vegetali autoctone e la creazione di corridoi verdi hanno contribuito a collegare ecosistemi frammentati e ad aumentare la biodiversità all’interno della città.

Questo vivace hotspot di biodiversità urbana ha l’obiettivo di diventare neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio entro il 2045. Inoltre, sta attualmente lavorando per raggiungere il 22,6% di copertura arborea in tutta la città entro il 2040.

Melbourne, Australia

Melbourne

Nel 2017, Melbourne ha abbracciato il processo di rinaturalizzazione urbana attraverso la «Nature in the City Strategy». L’ obiettivo è quello di promuovere una varietà di ecosistemi robusti e fiorenti che migliorino l’ambiente e il benessere dei residenti di Melbourne, costituendo la base per una città sostenibile e vivibile.

Da allora, la città ha trasformato spazi sottoutilizzati, tra cui vicoli e tetti, in aree verdi, creando habitat per uccelli, insetti e altri animali selvatici. L’iniziativa delle foreste urbane di Melbourne si è concentrata anche sulla piantumazione di alberi autoctoni e sul miglioramento della copertura arborea urbana. Tutto questo serve a migliorare la biodiversità e mitigare l’effetto isola di calore urbana.

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